Una profilazione anagrafica “sempre univoca” rende il marketing più rilevante e misurabile. Partendo dal CAP come chiave
per allineare Comune/Provincia/Regione, ottieni segmenti coerenti, campagne localizzate, offerte personalizzate
e insight comparabili nel tempo su tutti i canali.
1) Obiettivi e risultati attesi
- Segmenti affidabili: gruppi omogenei per Regione/Provincia/CAP-set, stabili nel tempo.
- Rilevanza delle campagne: messaggi, creatività e promesse logistiche allineate al territorio.
- Efficienza media: budget concentrato dove CR e ROAS sono strutturalmente migliori.
- Misurabilità: confronto “mele con mele” tra aree grazie a un’unica tassonomia dei luoghi.
- Scalabilità: la stessa logica funziona su e-commerce, retail, B2B e post-vendita.
2) “Sempre univoco”: un solo dizionario, un solo significato
Il principio guida: un solo dizionario dei luoghi alimenta tutti i sistemi. Ogni CAP è la chiave univoca che
determina in modo coerente Comune, Provincia e Regione. Niente varianti locali, niente copie divergenti.
- Univocità: un golden record per ogni CAP/Comune; tutti i sistemi lo referenziano.
- Versionamento: quando cambiano denominazioni o CAP, si conserva la storia e si guida la migrazione.
- Governance: ruoli chiari (data owner/steward) e finestre di rilascio per gli aggiornamenti.
3) Modello dati e standard
Il modello minimo contiene CAP, Comune, Provincia (sigla), Regione; opzionali utili: Paese, macro-area, note su zone speciali.
Gli attributi sono standardizzati (maiuscole, accenti gestiti, sigle ufficiali) per evitare discrepanze.
- CAP come chiave primaria per lookup e regole.
- Gerarchie esplicite: Comune → Provincia → Regione → Paese.
- Conformità trasversale: stesse definizioni in CRM, e-commerce, ERP, BI.
4) Arricchimento dati: batch e real-time
La profilazione efficace nasce da due flussi complementari:
- Batch: bonifica periodica delle anagrafiche esistenti; completamento dei campi mancanti; report degli scarti.
- Real-time: durante registrazioni, richieste preventivo o checkout, il CAP autocompila i campi geo e verifica la coerenza.
In entrambi i casi vanno tracciati mismatch, CAP non trovati e correzioni manuali per migliorare dataset e microcopy.
5) Strategie di segmentazione
I segmenti territoriali non vivono da soli: vanno combinati con comportamento, valore e interesse per massimizzare l’impatto.
- Deterministica (regole): Regione = “Lombardia”; Province = {MI, MB, VA}; cluster CAP isole/remote.
- RFM × geo: incrocia recency, frequenza e spesa con l’area di appartenenza per priorità e pressioni media.
- Cluster performance: gruppi di province con KPI simili (CR/CPA/ROAS) per playbook dedicati.
- Prossimità: distanza da store/locker; aree di cattura per eventi e iniziative locali.
- Penetrazione: clienti attivi vs potenziale dell’area; utile per espansione e saturazione.
6) Personalizzazione per canale
La stessa anagrafica geo guida messaggi, offerte e promesse logistiche in modo coerente su tutti i touchpoint.
- Email/SMS/WhatsApp: soggetti e contenuti con riferimenti locali, orari ottimali per area, promesse di consegna reali.
- Paid media: targeting per Regione/Provincia, creatività geo-rilevanti, budget adattivo secondo performance.
- On-site/App: banner e vetrine dinamiche per area, pickup suggeriti, tempi/costi di consegna per CAP.
- Post-vendita: tracking e supporto che parlano la “lingua” dell’area, con informazioni logistiche pertinenti.
7) Integrazione con CRM, ESP e BI
Il dato territoriale deve circolare in modo affidabile tra sistemi, senza ambiguità.
- CRM: campi geo standard; tag rapidi per filtri e orchestrazione (geo_regione, geo_provincia).
- ESP: segmenti sincronizzati e contenuti dinamici che leggono gli stessi attributi.
- BI: dimensione “territorio” unica per dashboard e analisi; definizioni condivise dei KPI.
- Data catalog: documentazione delle definizioni, dei flussi e dei proprietari del dato.
8) Qualità, controlli e manutenzione
Senza qualità, ogni strategia di segmentazione crolla. Servono controlli automatici e stewardship attiva.
- Completezza: percentuale di profili con campi geo valorizzati.
- Coerenza: corrispondenza CAP↔Comune e gerarchie corrette; soglie di errore accettabili.
- Consistenza: lo stesso utente ha gli stessi attributi ovunque (e-commerce, CRM, helpdesk).
- Rilasci cadenzati: aggiornamenti dataset con changelog, finestra di canary e rollback pronto.
9) KPI e dashboard
I KPI devono rispondere a due domande: “la profilazione sta migliorando?” e “le campagne geo rendono di più?”.
- % profili completi (Regione/Provincia/Comune disponibili) e % mismatch CAP–Comune.
- CR/CPA/ROAS per Regione/Provincia; confronto prima/dopo l’introduzione della profilazione.
- Redemption di promozioni/coupon geo; tasso di apertura/CTR su contenuti locali.
- LTV geo e penetrazione (clienti attivi su potenziale) per priorità commerciali.
10) Privacy, etica e trasparenza
Il dato territoriale non è strettamente personale, ma entra in anagrafiche e comunicazioni: serve rigore.
- Minimizzazione: usa solo i campi necessari; evita coordinate puntuali se non indispensabili.
- Basi giuridiche: consenso per marketing diretto; legittimo interesse per analisi aggregate.
- Trasparenza: spiega perché chiedi il CAP e come migliora consegne e offerte.
- Controllo all’utente: preferenze chiare per i contenuti localizzati.
11) Roadmap di adozione
- Assessment: mappa i punti d’ingresso dei dati e gli scarti più frequenti (CAP non trovato, mismatch).
- Data model: definisci il dizionario univoco e le regole; nomina owner e steward.
- Pilota: attiva in un’area (es. 2–3 regioni) con KPI chiari su completezza e performance campagne.
- Rollout: estendi a tutti i canali; sincronizza i segmenti con CRM, ESP e piattaforme media.
- Continuous improvement: audit trimestrali, revisione microcopy, tuning delle regole di targeting.
FAQ & troubleshooting
Perché i miei segmenti geo non performano? Verifica coerenza CAP↔Comune, definizioni uniformi e allineamento delle promesse logistiche nel copy.
Troppi override manuali del Comune? Migliora i messaggi di conferma, aggiorna il dataset e sorveglia le aree con rinomine recenti.
Dati diversi tra sistemi? Centralizza la dimensione “territorio” e sincronizza con job affidabili; elimina copie locali non governate.
Campagne con risultati altalenanti per area? Introdurre holdout geografici e confronti periodici per distinguere trend da causalità.